Santa Maria in Pantano – Risorgimarche

Santa Maria in Pantano

Con questo splendido itinerario si torna ai piedi dei Monti Sibillini sotto le pareti del Monte Vettore, che con i suoi 2.476 mt è la cima più alta della catena, fra i Comuni di Montegallo e Montemonaco e nel pieno cuore del Parco Nazionale, dove si potrà godere di splendidi panorami e spaziare dagli Appennini fino al Mar Adriatico. Entreremo in luoghi ricchi di silenziose storie, avvicinandoci ad una piccola leggenda, un’antica chiesa solitaria raggiungibile solo a piedi, lungo un percorso che per secoli è stato tracciato dai pellegrini, dai pastori e dei mietitori, su un cammino detto anche la “strada del grano” o “via francisca” proprio perché da qui, vicino alla chiesa di Santa Maria in Pantano, si passava per raggiungere la Salaria dalla Valle del Tenna e dell’Aso. La più antica testimonianza della chiesa è stata rintracciata in un documento del 1050 che la legano all’Abbazia di Farfa. Gli uomini in cammino vicino a Santa Maria in Pantano trovavano ristoro, anche per la vicina fonte che veniva chiamata “Sorgente Santa” proprio perché frequentata da coloro che per motivi religiosi, o di transumanza, si trovavano a dover passare di qua. Ma non per nulla questa chiesa veniva anche chiamata “Santa Maria delle Sibille”, perché qui entriamo in quella che è considerata la terra delle antiche sacerdotesse, intermediarie fra l’uomo e Dio, capaci di conoscere il futuro oltre che depositarie di misteri e segreti. Gli eventi sismici del 2016 hanno causato la perdita quasi totale della chiesa, crollata in diverse parti a seguito delle ripetute scosse, ma la vogliamo ricordare come simbolo del territorio di questi Comuni, entrare nell’immaginario di chi vorrà conoscerla, e raccontare dei suoi affreschi che incantava, opera di Martino Bonfini da Patrignone e risalenti al secondo decennio del sec.XVII, dove si potevano osservare quattro Scene della vita di Maria affiancate in alto, da quattro troneggianti Sibille: la Sibilla Ellespontica, la Sibilla Agrippa, la Sibilla Frigia e la Sibilla Delfica.

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