15 luglio / 16:30

Clementino

Monte Faeto
Serravalle di Chienti MC
Pagina aggiornata al: 13 giugno
Dati del percorso / mappa in aggiornamento.

Monte Faeto

Quella di Monte Faeto è un’area panoramica nel Comune di Serravalle di Chienti. Il suo territorio è in gran parte montuoso, ricoperto di boschi e di pascoli,disseminato di bellezze e da fonti naturali che fin dall’antichità venivano usate per l’abbeveramento del bestiame da pascolo. Nella zona rinomati sono i vicini Piani di Colfiorito, una bellissima serie di altopiani a circa 800 mt di quota in parte coltivati, che durante la stagione primaverile si trasformano in una distesa infinita di colori. Questa è stata per eccellenza “la terra di passaggio e di confine”, culla di civiltà e prosperità, ma anche teatro di cruenti battaglie. La posizione di Serravalle, lungo la strada che oggi congiunge le Marche all’Umbria, ha facilitato nella sua storia il passaggio di uomini di ogni genere, di truppe, di mercati, di illustri personaggi. Fra le mille meraviglie di questi luoghi, è possibile visitare il MuPA, Museo Paleontologico Archeologico, che espone parte dei ritrovamenti fossiliferi risalenti al Pleistocene Inferiore e Medio, la bellissima Chiesa di Santa Maria di Plestia e la Botte dei Varano,un condotto artificiale fatto scavare da Giulio Cesare Varano con lo scopo di bonificare il Lago Plestino nell’altopiano di Colfiorito, e un condotto parallelo realizzato in travertino in epoca romana, del quale era andata persa la memoria. In queste terre, nel 217 a.C. fu combattuta la violenta battaglia tra i Cartaginesi e i Romani di Centennio, e una leggenda vuole che lo stesso Annibale abbia sepolto su una collina, nascosta alla vista degli uomini, la sua preziosa corazza, che volle lasciare in onore ai caduti. Un luogo di passaggio fra i monti, da Monte Corneto a 1130 mt di quota e Monte Salette 1109 mt, alla vetta più alta del Monte Pennino, con i suoi 1571 mt, fino al passo Bocchetta della Scurosa e alla magnifica Valle Scurosa che conduce, attraverso magnifici sentieri, fino al Comune di Sefro.

Clementino

Clemente Maccaro, da Cimitile vicino Nola, Napoli, per Wikipedia è una delle personalità nate nel paesino napoletano, per la generazione 2.1 è semplicemente l’alieno del rap italiano. Chiamatelo I.E.N.A. o chiamatelo “Rapstar”, come l’ha incoronato uno che se ne intende (Fabri Fibra), ma non confondetelo con il mucchio selvaggio dell’hip hop nazionale, che frequenta con orgoglio, successo e divertimento, ma di cui non condivide il machismo esasperato, il vizio di prendersi troppo sul serio, la finzione da balordo di strada: viene da posti dove il ghetto fa paura davvero ed ha scelto il suo mestiere anche per dimostrare, non solo a se stesso, che un microfono acceso e ben usato può essere una maniera per fuggire dalle terre di Gomorra. La sua profezia è un pensiero positivo: si può fare, se ci credi, se ci lavori sodo, se lotti con i denti per quello in cui
credi. Molto attivo per il sociale, anche in questa occasione ha accolto subito l’invito per dare il suo contributo a sostegno delle Marche, che ha imparato ad amare grazie ai tanti concerti fatti in questa regione.